Il Club degli Investitori, in collaborazione con ToTeM e con il supporto di ESCP Business School e Growth Capital, ha presentato, presso la sede di ESCP Turin Campus, i risultati della sesta edizione della “Ricerca sulle Startup e Sistema dell’Innovazione a Torino”.
Il 2025 conferma la vitalità dell’ecosistema torinese dell’innovazione. Le startup e PMI innovative attive in città salgono a 665, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Anche il valore complessivo della produzione continua a salire, registrando un +7%.
Sul fronte degli investimenti, Torino vive un anno di lieve rallentamento: i capitali raccolti ammontano a 100 milioni di euro, in calo del 15% rispetto ai 118 milioni del 2024, mentre a livello nazionale il trend resta positivo con un +18%. Nonostante ciò, il capoluogo piemontese mantiene il secondo posto in Italia per numero di aziende finanziate, con 56 round chiusi nel corso dell’anno. A trainare rimane il deep tech, che si conferma il motore principale dell’innovazione locale attirando oltre il 68% dei fondi totali.
A sostenere l’ecosistema torinese dell’innovazione contribuisce una rete solida di infrastrutture e capitali: in città operano circa 30 incubatori, acceleratori e venture builder, affiancati da una quindicina di investitori professionali e da importanti operatori istituzionali, tra cui fondazioni bancarie e banche. Complessivamente, il settore impiega oltre 6.500 addetti, a testimonianza di un tessuto ormai strutturato.
La ricerca registra inoltre una crescita significativa del livello di internazionalizzazione. Il 90% delle startup torinesi dichiara una vocazione globale e oltre il 40% dei team include almeno un membro non italiano. Un dato che si accompagna a un trend emergente: Torino inizia ad attrarre startup e talenti da tutto il mondo, segno di un ecosistema sempre più aperto e competitivo.
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, Torino resta ancora indietro rispetto ad altre città europee non capitali come Lione, Monaco, Rotterdam, Barcellona e Zurigo. Un divario che riflette, in parte, la distanza dell’intero Paese rispetto ad altri ecosistemi dell’innovazione in Europa.
Gli imprenditori intervistati hanno individuato come elementi necessari per continuare la crescita la maggior presenza di investitori, la vivacità degli eventi e la crescente specializzazione settoriale. Gli operatori nazionali e internazionali riconoscono nel territorio un forte potenziale di sviluppo, mentre i player locali sottolineano la necessità di un maggiore coordinamento e di una strategia condivisa per consolidare il posizionamento dell’ecosistema torinese nel panorama europeo dell’innovazione.
Giancarlo Rocchietti, Presidente del Club degli Investitori, ha dichiarato: “Il sistema delle startup innovative sta rapidamente trasformando Torino in una deep tech city ricca di capitali e tecnologie, che inizia ad attirare aziende e talenti internazionali. Un anno in controtendenza rispetto al nazionale dopo cinque di crescita ininterrotta può accadere, ma ora è necessario crescere di scala e posizionarsi nell’ecosistema dell’innovazione globale. Per farlo dobbiamo identificare con maggior determinatezza i settori su cui puntare, rafforzare l’interazione tra pubblico e privati e agire sulla formazione e lo spirito imprenditoriale dei giovani“.
Durante l’evento di presentazione del report, organizzato da ToTeM – Torino Tech Map, oltre a Rocchietti sono intervenuti Noa Segre (Zest Group), Alberta Di Giuli (ESCP Business School), Fabio Mondini De Focatiis (Growth Capital), Flavia Cavalli (Minerva Education AI) e Ruggero Bongiorno (Ecosmic).





