La DIA collaborerà con il Politecnico di Torino nella lotta alle mafie

23 Gennaio 2023
L’ateneo formerà il personale della Direzione Investigativa Antimafia per individuare transazioni nel dark web a contrasto degli investimenti illeciti.

Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino, ha inaugurato l’anno accademico dando notizia della collaborazione con la DIA, ufficializzata nelle ultime settimane: “Pochi giorni fa ho ricevuto una visita della DIA che ci ha chiesto di collaborare nella lotta alla mafia. La mafia oggi non è più quella di Matteo Messina Denaro, adesso si combatte con le nuove tecnologie e il Politecnico in questo senso può dare un suo contributo. Faccio i miei complimenti vivissimi per quello che ha fatto in questi giorni l’Arma dei Carabinieri”.

L’accordo prevede la formazione del personale attraverso l’insegnamento al personale della DIA di tecniche di cybersecurity offensiva, per individuare le transazioni illegali effettuate nel dark web e risalire ad investimenti illeciti in criptovalute.

Guido Saracco ha commentato: “Che la mafia lavori con questi nuovi strumenti ormai è evidente, il crimine corre velocemente sul crinale delle tecnologie più avanzate potendosi permettere di assoldare persone e usare queste frontiere. Noi dobbiamo fare in modo che anche lo Stato riesca a reagire con velocità paragonabile per questo possiamo dare una mano, basandoci su tecnologie che studiamo, insegniamo e su cui facciamo ricerca”.

Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca, si è collegata in videoconferenza da Roma e ha colto l’occasione per sottolineare il valore delle ricadute della ricerca, in tutti i settori: “La ricerca in Italia sa fare sistema e sarà sempre più attrattiva. Deve utilizzare quello choc sistemico del PNRR per creare un detonatore continuativo di sviluppo economico e di crescita. Il PNRR ha dato tanti soldi anche alle università italiane, che ovviamente devono saperli spendere, risorse che dovranno darci una forza creativa successiva al 2026. Questo è il senso delle infrastrutture innovative che devono essere un grande collettore di diverse forze, devono mettere insieme università, associazioni di categoria, imprese, enti locali e territoriali. Ognuno dovrà fare la sua parte, questo è il momento giusto”.

Autore

Luca Coppolella
Head of Content

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