La Struttura Complessa di Odontostomatologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino ha aggiornato con funzionalità basate sull’intelligenza artificiale lo scanner intraorale già in dotazione al reparto da quattro anni. Il dispositivo, rinnovato con nuovo software, realizza immagini tridimensionali ad altissima definizione del cavo orale, sostituendo nella maggior parte dei casi le tradizionali impronte dentali con paste e cucchiai, procedura spesso poco tollerata dai pazienti più fragili o poco collaboranti.
A beneficiarne sono categorie per cui l’impronta tradizionale può risultare invasiva o difficile da gestire ovvero soprattutto bambini, persone con disabilità, pazienti con disturbi dello spettro autistico e pazienti oncologici e chirurgici. La scansione digitale consente invece di acquisire le immagini in tempi rapidi anche nei pazienti meno collaboranti, per poi ricostruire un modello virtuale dell’anatomia dentale.
In questa fase successiva entra in gioco l’intelligenza artificiale, che elabora le immagini per supportare la pianificazione dei trattamenti ortodontici e protesici. Il sistema permette simulazioni molto accurate del risultato finale e una progettazione personalizzata dei dispositivi terapeutici, dagli allineatori trasparenti alle protesi, fino alla pianificazione di interventi più complessi.
La struttura, diretta da Paolo Appendino, è una delle sole tre realtà ospedaliere pubbliche di odontoiatria attive in Piemonte, insieme all’Ospedale Martini dell’Asl Città di Torino e all’Asl di Vercelli. Il reparto registra ogni anno circa 20.000 accessi ambulatoriali, segue circa 200 pazienti ortodontici ed eroga oltre 3.100 prestazioni dedicate alle persone con disabilità, confermandosi punto di riferimento regionale per l’odontoiatria speciale.
Federico Riboldi, Assessore alla sanità della Regione Piemonte, ha commentato: “L’esperienza del Mauriziano dimostra come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento al servizio di una sanità pubblica sempre più umana, capace di rendere le cure più precise, meno invasive e più accessibili. È questa la direzione in cui vogliamo continuare a investire: coniugare innovazione, competenze e attenzione alla persona“.
Il progetto è stato inserito anche nell’osservatorio nazionale sull’intelligenza artificiale in sanità curato dall’agenzia Ansa, che lo affianca ad altri casi di innovazione applicata alla cura dei pazienti in Italia.





