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Il Politecnico di Torino trasforma le ex fabbriche di Cenisia in un hub universitario aperto alla città

Dal capannone Diatto all'area ex Westinghouse, l'ateneo ridisegna un intero quartiere come nuovo asse dell'innovazione culturale e tecnologica.

Le vecchie fabbriche di Cenisia e Borgo San Paolo diventano il cuore del campus del futuro. Il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Torino ha approvato all’unanimità un accordo di collaborazione con il Comune di Torino per destinare l’ex fabbrica Diatto di via Frejus 21-23 a community hub culturale e aggregativo dedicato ai giovani. L’intervento si inserisce in un progetto più ampio che riguarda l’intera fascia urbana tra corso Castelfidardo, le OGR Torino e l’area ex Westinghouse, quello che il Politecnico definisce l’asse dell’innovazione culturale e tecnologica di Torino.

L’edificio di via Frejus è una struttura industriale degli inizi del Novecento, progettato nel 1905 dall’ingegnere Pietro Fenoglio. Negli anni ’40 ospitava la SNIA Viscosa, danneggiata dai bombardamenti del novembre 1942, e poi era diventato sede dell’Ufficio Toponomastica e Statistica del Comune fino al 2012. Nel 2020 il Consiglio comunale aveva già approvato una variante al piano esecutivo per quell’area, destinandola a residenze universitarie con 600 stanze e area verde pubblica su circa 18.000 metri quadrati complessivi. Ora la riqualificazione si estende al capannone adiacente che, grazie alla sinergia tra Comune, Circoscrizione 3 e Politecnico, diventerà uno spazio permanente aperto agli studenti, alle associazioni e ai cittadini del quartiere.

Questo intervento si aggiunge ad altre iniziative di rilancio territoriale nel quartiere. Poco distante, infatti, è in corso il completamento la Digital Revolution House, un edificio di quasi 12.000 metri quadrati su cinque piani pensato per favorire l’incontro tra ricercatori, studenti e professionisti che lavorano su progetti comuni. La struttura sorge tra il nuovo Energy Center e l’area ex Westinghouse, all’interno di un’area su cui il Politecnico sta investendo per ampliare il raggio d’azione della propria attività.

La nuova progettualità per l’area ex Westinghouse riguarda oltre 70.000 metri quadrati nel quartiere Cenisia, dove la multinazionale ha prodotto freni fino al 1980, ed è al centro di una proposta congiunta presentata a metà giugno 2026 alla Città nell’ambito dell’Accordo di Programma “Spina 2”. L’area, ferma da decenni, sarà destinata meno alla grande distribuzione commerciale e più a università, ricerca e congressistica. Il progetto originario approvato nel 2023 prevedeva la costruzione di un supermercato Esselunga di circa 10.000 metri quadrati, un centro congressi da 5.000 posti e un hotel mentre la nuova proposta mantiene l’impianto ma ne ridisegna le proporzioni Esselunga ridurrà la propria presenza a una media struttura commerciale, lasciando spazio al Politecnico per acquisire i diritti edificatori destinati ad aule, laboratori e strutture per eventi accademici, con l’ateneo che subentrerebbe parzialmente nel diritto di superficie dell’area.

Il sindaco Stefano Lo Russo ha definito l’ex Westinghouse una delle più importanti opportunità di trasformazione urbana per il futuro di Torino, precisando che la proposta rafforza la vocazione universitaria e internazionale della città, tutelando integralmente il parco e riducendo in modo significativo le superfici commerciali previste. Il rettore del Politecnico Stefano Corgnati ha inquadrato l’operazione come un tassello del masterplan di ateneo, con l’obiettivo di costruire un campus sempre più aperto e integrato con il territorio, capace di attrarre non soltanto studenti e ricercatori ma di diventare riferimento per l’intera città.

La definizione di quest’opera di trasformazione urbana, ormai discussa da molto tempo, arriva in un momento in cui Torino sta consolidando la propria identità come polo universitario e dell’innovazione, promuovendo gli ex quartieri industriali di Cenisia e Borgo San Paolo come nuovo laboratorio della Torino universitaria nel prossimo futuro. Le nuove operazioni avranno quindi l’ambizione di creare un ecosistema di spazi per lavorare, fare ricerca, promuovere cultura e facilitare la socialità.

Autore

Luca Coppolella
Head of Community Engagement

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