Il Comune di Torino ha approvato all’unanimità una mozione che propone di avviare un percorso di sperimentazione per l’impiego dell’intelligenza artificiale nella gestione e nella prevenzione dell’abbandono dei rifiuti urbani. L’atto, sostenuto da tutte le forze politiche, incarica l’amministrazione cittadina di collaborare con Amiat, l’azienda pubblica che gestisce il servizio di igiene ambientale, per valutare tecnologie basate sull’IA in grado di affiancare gli operatori nel loro lavoro quotidiano. La società di raccolta rifiuti ha oltretutto appena stanziato 19 milioni di euro per rinnovare il suo parco mezzi con l’acquisto di 58 nuovi veicoli, tra cui spazzatrici, mezzi dedicati al lavaggio dei contenitori e mezzi per raccolta e trasporto.
Nel testo della mozione si invita a considerare l’adozione di strumenti come sistemi di riconoscimento automatizzato dei rifiuti abbandonati e l’ottimizzazione dei percorsi di raccolta, che potrebbero rendere i processi di monitoraggio e intervento più rapidi ed efficaci. È prevista anche la possibile creazione di una piattaforma di dati storici per prevedere dove e in quali momenti è più probabile che si verifichino accumuli di rifiuti, supportando così una prevenzione più mirata.
La mozione evidenzia che l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici rappresenta un capitolo nuovo e affascinante, ricco di opportunità anche se non privo di sfide, sottolineando come l’accelerazione digitale possa contribuire a soluzioni innovative per rendere più efficiente la gestione urbana e più tempestiva la risposta alle esigenze degli abitanti.
Secondo quanto emerso durante le discussioni, l’impiego di sistemi intelligenti non intende sostituire gli operatori umani, ma piuttosto integrare il loro lavoro per migliorare i tempi di rilevazione e intervento sugli episodi di abbandono illecito, un fenomeno che a Torino continua a incidere significativamente sul decoro urbano.
La proposta di sperimentazione inserisce Torino in un quadro più ampio di città italiane, come Bari, Palmanova e Sassari, che hanno già avviato o stanno valutando l’utilizzo di tecnologie analoghe per controllare in modo più avanzato le pratiche legate ai rifiuti abbandonati.
Nel considerare gli aspetti operativi della possibile introduzione dell’IA, restano aperti alcuni interrogativi sulle modalità di implementazione concreta, incluso il posizionamento di sensori o telecamere su veicoli di raccolta e in aree critiche della città. Tuttavia, la disponibilità di Amiat a valutare questi strumenti è stata espressa già durante le fasi preliminari del progetto.
L’iniziativa riflette la volontà dell’amministrazione torinese di adottare approcci digitali avanzati per rispondere a esigenze ambientali e di gestione urbana, con l’obiettivo di coniugare innovazione tecnologica e tutela dell’ambiente in una strategia che possa fungere da modello anche per altre realtà urbane italiane.





