ToTeM incontra: EpiCura

12 Novembre 2020
Abbiamo incontrato Salvatore Manzo, Growth Manager del primo poliambulatorio digitale in Italia.
logo EpiCura

EpiCura è una startup innovativa fondata nel giugno del 2017 ed è il primo poliambulatorio digitale in Italia nato per ridisegnare il mercato dei servizi sanitari e socio-assistenziali attraverso l’erogazione di prestazioni tempestive e flessibili grazie a un network di professionisti certificati dislocati su tutto il territorio nazionale.

Basata su un’innovativa piattaforma proprietaria di digital health che offre un modello all’avanguardia di prenotazione, EpiCura è la risposta per le emergenze e chi non può o non ha tempo di spostarsi da casa. La società gestisce migliaia di interventi sanitari e socio-assistenziali ogni mese, a domicilio o presso strutture sanitarie pubbliche e private, 7 giorni su 7 con un tempo medio di attesa inferiore alle 24 ore. Oggi i servizi sono disponibili nelle 10 principali città italiane: Torino, Milano, Roma, Firenze, Napoli, Bologna, Brescia, Genova, Catania e Verona.

Obiettivo dell’azienda è semplificare la vita delle persone, offrendo loro la possibilità di prendersi cura della propria salute e di quella dei propri familiari nella comodità di casa (dalla prenotazione di interventi domiciliari, alla presa in carico di situazioni complesse, all’assistenza remota via chat e video, al trasporto di pazienti). Qualità del servizio e vicinanza al paziente sono i valori portanti della propria offerta che arriva al pubblico con estrema semplicità ed efficienza grazie all’impiego delle più innovative tecnologie e del processo di gestione personalizzato grazie ad un’assistenza 7 giorni su 7.

Salvatore Manzo

Growth Manager

Nato a Cava de’ Tirreni l’1/1/91, ho frequentato l’università commerciale Luigi Bocconi, dove ho conseguito la laurea in Economia e Management delle Pubbliche amministrazioni e delle Istituzioni Internazionali nel 2015. Dopo la laurea, in seguito ad un’esperienza lavorativa all’estero presso la Camera di Commercio di Praga, ho iniziato la mia carriera nel mondo delle startup presso Rocket Internet (noto startup studio tedesco di startup) in qualità di sales rep. Da qui, sono stato interiorizzato nell’azienda di food delivery Foodora partendo in qualità di account manager fino a ricoprire la posizione di Partner Care Director Italia.  Nel 2018 c’è stata l’acquisizione di Foodora da parte di Glovo, in cui ho seguito il merge, e sono stato assunto dagli stessi come Content Manager Italia fino a Ottobre 2019. Da quel momento ad oggi, ricopro il ruolo di Growth Manager presso EpiCura.

Tu hai già avuto precedenti esperienze in startup piuttosto affermate. Se ci sono, quali tratti in comune hai trovato nei vari progetti che ti hanno fatto pensare “Ok, è così che si deve arrivare al successo”? 

Una startup per essere di successo, a mio avviso, o per essere considerata tale, deve far propri due concetti fondamentali e correlati: Flessibilità e Scalabilità. Il mercato, così come il mondo in generale, è in continuo cambiamento e i bisogni dello stesso sono in continua evoluzione, per cui un’azienda deve tener presenti tali contesti mutevoli e sapersi adattare. Offrire una soluzione ad un nuovo bisogno o ad un bisogno mutato, magari anche dove manca un riferimento normativo, permette la sostenibilità aziendale nel tempo.

Per quanto riguarda il concetto di scalabilità, notoriamente le startup operano in regime di fondi limitati; per cui risulta fondamentale replicare il modello di business in altri mercati o creare altri prodotti a parità di investimento. Le strade possono essere diverse: sfruttare gli stessi canali di acquisizione, investire nella propria tecnologia puntando all’automazione, migliorare i processi interni o adottare una strategia “lean”. Quale che sia l’approccio utilizzato, risulta fondamentale per la sostenibilità aziendale adottare i concetti di scalabilità. 

Questi 2 elementi, flessibilità e scalabilità, secondo me, favoriscono una crescita rapida e sostenibile, caratteristica imprescindibile delle aziende longeve e di successo.

Come si entra in un settore estremamente tradizionale come la sanità, intesa come servizio, proponendo un paradigma nuovo? Avete trovato resistenze o preconcetti verso il vostro business model da parte dei player già operanti nel settore?

Il settore della salute e delle cure alla persona è estremamente frammentato ed è composto da molti player tradizionali attivi sul territorio che non possono espandere il proprio mercato e faticano a raggiungere economie di scala. EpiCura, per prima, ha creato un modello di servizio che può essere replicato su un’ampia gamma di servizi ed esportato in una pluralità di mercati, senza perdere il controllo sulla qualità. Vogliamo essere il punto di riferimento digitale che assicuri a migliaia di famiglie l’assistenza di cui hanno bisogno, garantendo una user experience impeccabile tramite la nostra digital health platform ma riuscendo al contempo ad assicurare un servizio personalizzato che non si dimentichi dell’elemento più importante: le persone.

Per quanto riguarda Torino, in quali fasi della vita di EpiCura è stato fondamentale il supporto dell’ecosistema innovativo composto da altre startup, acceleratori e istituzioni? Oggi qual è il vostro rapporto con loro?

Il supporto dell’ecosistema innovativo è stato fondamentale nelle prime fasi di sviluppo dell’azienda, e lo è tuttora. Il confronto con istituzioni e acceleratori ci permette di ampliare e migliorare costantemente la nostra strategia, avere spunti continui senza perdere di vista la mission finale. Crescendo c’è sempre il rischio di focalizzarsi su tutti gli aspetti e problematiche che nascono nella quotidianità aziendale, e avere un confronto esterno ci permette di non cambiare alcuni aspetti positivi presenti nelle startup, come l’agilità, la flessibilità e la capacità di mutare in base alle potenzialità che il mercato offre.

Quali benefici pensate di aver portato all’imprenditorialità dei professionisti coinvolti oltre a dare loro una vetrina in più e un boost alla loro attività?

Senza ogni dubbio, i professionisti che decidono di collaborare con noi hanno scelto di adottare un approccio del tutto nuovo rispetto al binomio classico assistito-assistente. I benefici sono diversi. Innanzitutto, i professionisti accedono ad un segmento di mercato del tutto nuovo e che difficilmente avrebbero potuto “colpire” con gli strumenti classici a loro disposizione. Inoltre, i professionisti fanno parte di un vero e proprio network: l’obiettivo di EpiCura è di trattare il “bisogno salute” nella sua totalità e non focalizzarsi sulla singola disciplina, per cui il trattamento del desease è svolto da un insieme di professionisti dalle diverse competenze. Ciò permette ai professionisti di confrontarsi con specialisti di diverse aree mediche-sanitarie, in modo da prendere in cura in toto il paziente. Infine, EpiCura permette una gestione migliore e ottimale del proprio business in generale: fatturazione elettronica e automatica, gestione prestazioni tramite app, contrattualistica online, possibilità di effettuare teleconsulti o videoconsulti online, ossia tutti quegli strumenti tipici del processo di digitalizzazione, che permettono una migliore erogazione dei servizi sanitari.

EpiCura ha registrato una crescita vertiginosa di richieste a causa dell’emergenza sanitaria in corso, +225% dall’inizio della pandemia. Credi che possa esistere un futuro in cui si compia e si completi una disruption nel settore e diventi consuetudine ricevere il medico a casa propria o contattarlo in via telematica quando se ne ha bisogno?

Come per molti altri settori, l’emergenza sanitaria ha cambiato il paradigma abbattendo molte barriere legate all’uso della tecnologia, rendendo più veloce ed efficace alcuni processi e semplificandone l’accesso. Mi piace infatti pensare alla tecnologia, soprattutto nel campo della salute, come a un fattore abilitante che permette all’utente finale di accedere a prestazioni sanitarie in modo facile, veloce e tempestivamente. In altri mercati il digital care è in uno stato avanzato rispetto all’Italia. Soprattutto nei mercati anglosassoni, è molto comune prenotare la propria visita medica utilizzando digital platform sanitarie. Credo che in Italia ci si trovi all’inizio di questo processo di digitalizzazione, e che con il tempo, cambiando l’approccio culturale, si potrà in qualsiasi momento prenotare una visita specialistica comodamente così come si prenota oggigiorno una vacanza o un ristorante.

Autore

Luca Coppolella
Head of Content

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