ToTeM incontra: Mamazen

23 Novembre 2020
Questa settimana abbiamo intervistato tre figure chiave di Mamazen, venture builder torinese ma dall'anima cosmopolita presente nel nostro ecosistema.
logo mamazen

Mamazen è uno Startup Studio con focus sul digitale fondato da Farhad Alessandro Mohammadi e Alessandro Mina. Ad oggi vi sono pochissimi Venture Builder in Italia mentre, in altri paesi, lo Startup Studio è un modello consolidato. Mamazen ha sviluppato nel 2018 un modello di generazione e validazione di idee in grado di migliorare e ottimizzare il processo di creazione e lancio di startup. L’obiettivo finale è aumentare il success rate delle imprese lanciate per creare business sostenibili in grado di avere un impatto occupazionale di lungo termine.

Farhad Alessandro Mohammadi CEO Mamazen

Farhad Alessandro Mohammadi

CEO & Co-Founder

12 anni di esperienza in ambito digitale, di cui 7 come imprenditore: ha diretto la rete commerciale di Bakeca.it e successivamente, nel ruolo di Direttore commerciale di Glamoo, ha coordinato la rete interna ed esterna di Sales e contribuito all’exit nel 2011, quando è stata acquisita da Pagine Gialle. Ha anche fatto attività di consulenza in ambito open innovation, rivolta alle PMI nel settore della medicina estetica
È stato co-founder di Pony Zero, società passata da zero a 6 milioni di ricavi annui in soli 5 anni e giunta alla Exit nel 2018 con l’acquisizione da parte di Cigierre Spa.
Insegna Go To Market Strategy nel Master in Marketing e comunicazione dello IED. Nel tempo libero fa attività pro-bono come Mentor per diversi acceleratori fra cui Techstars, Avatech e B-Heroes. Business Angel e membro del Club Degli Investitori e di Toniic Investments. Founder di Studiohub, il più grande network Europeo di Venture Builder.

Alessandro Mina Marketing Manager Mamazen

Alessandro Mina

Marketing Manager & Co-Founder

17 anni di esperienza in ambito Comunicazione  e 10 anni di esperienza imprenditoriale, ha lanciato 2 agenzie di  consulenza marketing in Torino.  È stato a capo dello sviluppo brand e commerciale  di un franchising  di sigarette elettroniche e ha coordinato e formato consulenti di un rete  real estate. È stato nel founding team di Pony Zero (fino all’exit del luglio 2018)  nel ruolo di  Chief Brand Officer. Attualmente co-fondatore di Mamazen. Fa attività pro-bono di mentorship  in B-Heroes e in Junior Achievement Italia.

Iacopo Livia Growth Marketer Mamazen

Iacopo Livia

Growth Marketer

Due anni di esperienza nel settore del Digital marketing, specializzato in Paid Advertising e Web Analytics. Laureando in Management ICT alla SAA School Of Management. Esperienza maturata nella gestione di campagne pubblicitarie come Freelancer. Project Manager in SITUnito (Social Innovation Teams).

Cos’è uno startup studio e perché ha maggiori probabilità di creare una startup vincente?

Farhad: Uno startup studio è un po’ come Balto: non è un incubatore, non è un acceleratore; sa solo quello che non è. Uno startup studio non accompagna le imprese o le accelera, ma le produce. Le startup create hanno maggiori probabilità di successo perché ha un team interno già rodato in anni di lavoro insieme, conosce bene i processi che deve seguire per lanciare un progetto e ha già relazioni con il network di riferimento, conosce già gli stakeholder, gli investitori e potenziali partner. Invece che partire da un’idea e validarla, come fanno gli startupper, lo startup studio cerca i principali trend di un mercato, li seleziona con un approccio 100% data driven, effettua dei test per scegliere il prodotto con maggiori probabilità di successo, seleziona un CEO/Co-Founder adatto e una volta trovata la formazione giusta costituisce la startup.

Quanto è importante l’ecosistema per permettere a una startup di crescere?

Farhad: L’ecosistema è fondamentale. Entrare in contatto con più soggetti che condividono i tuoi obiettivi permette di sviluppare meglio le conoscenze e competenze all’interno del mercato. Avere un buon network permette di risparmiare tempo, farsi conoscere e far conoscere il tuo prodotto, e per trovare partner giusti. Ad esempio, quando abbiamo lanciato un progetto dedicato al mondo delle associazioni studentesche per offrire della formazione pro bono, siamo riusciti subito a contattarle e coinvolgerle dato che Iacopo aveva un ottimo rapporto con il network delle realtà universitarie di Torino.

Iacopo: Torino è una città molto viva da questo punto di vista, sono presenti numerosi associazioni molto attive e si nota  da parte di tutte una gran voglia di collaborare. Ogni realtà si occupa di attività diverse, ma quando c’è la possibilità di realizzare dei progetti in collaborazione, si riscontra sempre un grande entusiasmo. Anche sotto il punto di vista del recruiting, quando una delle nostre startup ha bisogno di persone brillanti o con una mentalità aperta e in linea con il mondo startup, ritroviamo nelle associazioni un bel bacino di utenza da cui poter pescare.

Quanto è importante creare un team che metta insieme l’esperienza di figure senior e l’entusiasmo dei giovani? 

Alessandro: L’entusiasmo è una componente fondamentale, quando si è giovani si ha una maggiore “fame”, un approccio diverso ad apprendere nuovi metodi e si hanno meno barriere mentali nel prendere alcune decisioni. L’esperienza permette di orientare al meglio l’entusiasmo consentendo alla parte giovane dell’azienda di poter mettere a terra il proprio entusiasmo e le proprie energie in modo “ordinato” senza perdere il proprio focus. Nelle startup è sempre complicato creare il team perfetto, ma sicuramente queste sono due componenti importantissime.

Iacopo: Io nello specifico, che sono uno dei più giovani, noto che quando seguo le mie idee iniziando a metterle in pratica, ricevo sempre dell’aiuto preziosissimo da Alessandro Mina e Alessandro Farhad anche solo tramite delle domande specifiche che mi portano a considerare meglio degli aspetti che stavo trascurando e mettendomi in guardia da alcune conseguenze che non avevo considerato. La loro esperienza riesce a proteggermi dal commettere alcuni errori che posso così evitare.

Mamazen ha sviluppato numerose collaborazioni con altri soggetti del territorio, quali sono i principali progetti che avete realizzato?

Farhad: Anche se Mamazen è una realtà che svolge molti dei suoi processi internamente, abbiamo sempre cercato di avere dei buoni rapporti con le altre realtà presenti a Torino. In collaborazione con Synesthesia abbiamo da poco creato Fast4Bit, un progetto di corporate venture building per supportare le aziende nell’implementazione di soluzioni tecnologiche per gestire il lavoro da casa, e avviato una collaborazione molto stretta con il Club degli Investitori. Abbiamo anche sviluppato Studiohub, una delle più grandi community di Startup Studio a livello globale, con oltre 100 Startup Studio iscritti su circa 400 a livello mondiale, in cui ospitiamo interventi e testimonianze di figure di spicco a livello internazionale come Alex Maleki di Idealab (il primo Startup Studio al mondo e fra quelli di maggior successo).

Iacopo: Durante la quarantena abbiamo lanciato Ogenki, un portale per favorire l’incontro tra startup e investitori. Nasce come strumento interno, per permettere alle nostre startup di entrare in contatto con il nostro network di investitori. Dopo averlo utilizzato internamente, ci siamo resi conto che non aveva senso continuare a considerarlo un sistema chiuso, ma era più utile renderlo accessibile a tutti per incrementare i benefici generati per tutti i soggetti coinvolti. In pochi mesi siamo riusciti a coinvolgere più di 140 startup e 90 investitori.

Come sta cambiando lo scenario italiano dal punto di vista degli investitori e degli investimenti in startup?

Farhad: In Italia il settore è ancora molto giovane e la maggior parte dei fondi riescono supportare i progetti solo fino ad un certo livello. Anche se in Italia il settore pubblico non ha mai supportato gli investimenti e abbiamo una popolazione abitualmente avversa al rischio, negli ultimi anni stiamo vedendo un’inversione di tendenza che lascia spazio alla speranza che l’Italia possa vivere un nuovo rinascimento. Il mondo delle startup in Italia e a Torino è cambiato molto, lo si può vedere da quanto è aumentato il livello dei pitch delle startup che si presentano agli investitori e dal numero di realtà che supportano lo sviluppo dei progetti. 

Alessandro: Il livello generale si è alzato molto negli ultimi  cinque/sei anni, c’è stata una forte accelerazione nella qualità dei progetti che nascono e analogamente anche gli investitori richiedono degli standard più alti. 

Iacopo Livia: Anche per quanto riguarda il mondo giovanile sono aumentati di molto il numero di eventi, come Hackathon e incontri di networking, e anche l’accesso alle informazioni per lanciare una startup è diventato più facile.

Che messaggio volete lasciare a un giovane che sogna di diventare uno startupper?

Alessandro: Fate un’azienda coscientemente, sapendo che sarà un percorso difficile, dove non si sa se si riuscirà a portare a casa quello che si spera o si immagina. Metteteci dentro tanto entusiasmo e fatevi consigliare dalle persone giuste, per non rischiare di far salire sulla barca persone che è bene non avere.

Farhad: Riguardo l’accesso ai capitali, spesso si critica l’Italia e molti pensano che andare all’estero sia l’unica soluzione trascurando che al di fuori del nostro paese ci sono altri tipi di difficoltà. Non abbiate fretta di crescere bruciando le tappe del vostro percorso e non siate ossessionati dall’idea che questo sia un paese da lasciare o solo un trampolino di lancio. Non partite con il presupposto che la vostra realizzazione possa solo avvenire all’estero o internazionalizzando il vostro business. L’Italia ha tantissimo da offrire, impariamo a vederne e esaltarne i punti di forza.

Autore

Renato Pannella
Marketing and Public Relations

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