Il tuo profilo LinkedIn non è il tuo CV (pt.3)

12 Febbraio 2021
Eccoci all'ultima tappa del viaggio alla scoperta dei segreti per curare al meglio la tua presenza su LinkedIn! Allora, come sta andando?

Risorsa realizzata da Anna Giannalia – Digital & Content Strategist

Crea la tua “landing page” personalizzata

Quando ricevo una richiesta di amicizia la prima cosa che faccio è visitare il profilo dell’utente. Per capire cosa fa, se abbiamo punti in comune, se lavoriamo nello stesso settore. Spesso però resto delusa. Il profilo magari è anche interessante, l’azienda o la posizione sono affini ai miei interessi. Ma il sommario è irrilevante, o il riepilogo è vuoto. Non una parola su di sé, sul proprio lavoro, su cosa li appassiona. Sbaglio enorme.

Il riepilogo e il sommario spesso non vengono valorizzati, non gli si dà l’importanza che meritano.

Alcuni pensano che sia inutile, perché tanto è tutto scritto tra esperienze lavorative e formazione. Ma, continuo a dirlo, LinkedIn non è il tuo CV online! Il tuo profilo è la tua presentazione al mondo online, è lo strumento per farti conoscere, per mostrare chi sei. E, seguendo questa logica, il sommario e il riepilogo diventano la tua Landing Page!

Il sommario è sempre con te

Quando commenti qualcosa, quando pubblichi un post, stai comunicando al mondo chi sei, cosa fai. E non solo perché ogni messaggio che condividi dice un po’ di te, ma perché il sommario è sempre riportato sotto il tuo nome. Questo deve dare quindi un “assaggio” agli utenti di ciò che fai.

Ma soprattutto sono keywords: permettono a LinkedIn di rimandare al tuo profilo! Ovviamente non esiste uno standard, delle regole specifiche per crearlo. Io per esempio lo uso per comunicare cosa faccio e per essere trovata attraverso queste keywords, ma c’è chi preferisce inserire uno slogan o una frase accattivante. Personalmente penso che inserire delle keywords sia più utile, anche per una questione di SEO, oltre che per l’immagine trasmessa. Per gli slogan c’è sempre spazio nel riepilogo.

Curare il riepilogo è fondamentale.

È qui che comincia la creazione della tua Landing Page personalizzata. Il sommario deve attirare gli utenti sul tuo profilo, il riepilogo deve far capire chi sei e perché puoi essermi utile.

Ricorda: hai già detto cosa fai nelle tue esperienze lavorative, hai già elencato le tue competenze, posso scoprire in cosa sei specializzato grazie alla formazione. Ora devi parlarmi di te. Grazie al riepilogo puoi spiegare cosa ti ha spinto a diventare quello che sei, a dire cosa vuoi diventare. Anche qui, non esistono delle regole, sii creativo e dai voce ai tuoi pensieri nel miglior modo possibile.

Non serve scrivere riepiloghi lunghissimi o autocelebrativi, quello che serve è un testo che possa far capire qualcosa di te a chi ti legge, a trasmettere fiducia. Mentre scrivi concentrati sul trasmette un’immagine chiara, utile, va bene anche essere sicuri di sé. Ma attenzione a non esagerare. A nessuno piace chi si vanta troppo, figuriamoci se si tratta delle persone a cui rivolgersi per un aiuto.

Porta l’utente a cercarti e a volere un contatto con te. Tutto quello che pubblichi, che consigli, che scrivi di te deve portarti a raggiungere il tuo obiettivo. Se sei un consulente devi portare gli utenti a scriverti per avere un consiglio, se sei un commerciale devi spingerli ad acquistare il tuo prodotto, se sei in cerca di lavoro devi ricevere un’offerta. Stabilisci il tuo obiettivo e lavora per raggiungerlo.

I post devono attrarre gli utenti. Il sommario deve convincerli ad aprire il profilo. Il riepilogo deve portarli a scriverti.

Fissa gli obiettivi per la tua startup e agisci di conseguenza. Magari al momento ti servono finanziatori ma anche dei clienti: stabilisci come e chi raggiungere, ma soprattutto suddividi i compiti. Tu puoi dedicarti a creare una solida base per la ricerca di finanziatori, quindi puoi usare il riepilogo per far capire che sei fondatore di una startup innovativa e il sommario per far comprendere su cosa si basi il progetto e a cosa si punti. Agisci anche attraverso le pubblicazioni, mostra gli obiettivi raggiunti e informa il tuo network degli obiettivi a breve e lungo termine. 

Il tuo socio intanto può occuparsi di ricercare nuovi clienti. strutturare il proprio riepilogo in modo da mostrare i punti di forza del vostro prodotto e servizio e poi pubblicare le testimonianze dei vostri clienti più soddisfatti. 

E perché non dare un compito anche ai collaboratori? Un dipendente soddisfatto è il miglior biglietto da visita. Se loro parleranno in modo entusiasta del vostro lavoro altri vorranno lavorare con voi, e contribuire a quel famoso obiettivo prefissato. 

Tutto sta in un’analisi attenta dei bisogni e degli obiettivi da raggiungere. 

Anche su LinkedIn devi fare attenzione alla SEO

Quando non dedico il giusto tempo a LinkedIn durante la settimana ne pago subito le conseguenze. Non si tratta di perdita di follower, come può essere Instagram, o perdita di like, come con Facebook, ma perdita di visibilità. Ogni profilo infatti gode di una certa visibilità all’interno del social che dipende da diversi fattori, e uno tra tutti sono sicuramente le attività svolte. 

Uno dei fattori fondamentali però dipende dalla SEO. Come dicevamo a proposito del sommario, infatti, questo aiuta il social a posizionare il tuo profilo nei risultati di ricerca, in base alle parole chiave che utilizzi. Il posizionamento permette agli utenti di trovare le persone più in linea con la propria ricerca. Grazie alle keyword inserite nel profilo, infatti, è possibile risalire a un profilo attraverso la ricerca per parole chiave

È importante monitorare le comparse nelle ricerche

Grazie a questa funzionalità ogni settimana puoi scoprire quanto il tuo profilo LinkedIn è in linea con il tuo obiettivo. I risultati di ricerca infatti ci mostrano quante persone sono state rimandate al tuo nome, di quale azienda fanno parte, il ruolo e le parole chiave usate per trovarti.  Monitorare i risultati è molto importante, perché se nella lista non trovi le keyword su cui vuoi posizionarti allora c’è qualcosa che non va nel modo in cui hai strutturato il profilo. 

Non dimenticherò mai la volta in cui trovai “pulizie” tra le parole chiave usate per trovarmi, o anche “Centri benessere”.

Non sono mai riuscita a capire dove fosse il problema, ma lavorando sul mio profilo sono riuscita a migliorare i miei risultati.

Come migliorare la propria comparsa nelle ricerche?

Lavorando sui testi presenti sul profilo: sommario, riepilogo, attività svolte, competenze. Ognuno di questi elementi deve essere curato in modo da restituire i giusti risultati al social. Creare il giusto sommario e inserire un riepilogo che possa attirare gli utenti è molto importante. Come ti dicevo, infatti, basta descrivere il tuo lavoro inserendo le parole chiave nei testi per posizionarti bene.

Lo stesso deve essere fatto anche nella descrizione delle attività svolte per ogni esperienza lavorativa. Anche questo spazio infatti, contenendo del testo, può aiutarti a migliorare il tuo posizionamento SEO. Scrivi quali sono le principali attività che svolgi o che hai svolto. Puoi farlo attraverso un testo o, come ho fatto io, con un elenco puntato di mansioni. Assicurati però di inserire le keyword giuste, a prescindere dal modo in cui decidi di descriverle!

Per fare questo devi prima scegliere le giuste parole su cui posizionarti. Io per esempio le parole che uso frequentemente sono Marketing, Social Network e Blog: in questo modo sono sicura che queste parole, che sono in linea con la mia professione, possano aiutare LinkedIn a mostrarmi tra i risultati di ricerca. Fare un lavoro di analisi settimanale è molto importante. Ogni settimana infatti il numero di risultati e le parole chiave cambiano. Questo perché il social tende a penalizzarti se usi poco LinkedIn o se lo usi male.

Proprio per questo mantenere un profilo attivo contribuisce a migliorare i tuoi risultati.

  1. Crea un sommario che sia significativo e che attiri gli utenti sul tuo profilo
  2. Inserisci le keyword giuste nel sommario
  3. Descrivi le tue attività lavorative
  4. Mantieni un profilo attivo pubblicando post inerenti alle tue parole chiave

In questo modo non solo miglioreranno le tue statistiche, ma utilizzerai anche meglio LinkedIn.

Quantità o qualità: cosa pesa di più?

Qualche giorno fa mi è arrivata una richiesta di contatto da un utente che mi ha fatto riflettere. La richiesta appariva, bene o male, così:

La cosa che mi è rimasta impressa è stata quel “over 6k”. Perché precisare di avere più di 6.000 contatti? Da quando la quantità è più importante della qualità?

LinkedIn è un social, e come tale si fonda sulle relazioni. Ma una cosa molto importante è anche la capacità di gestire al meglio queste connessioni. Avere un network ben curato è molto importante. Le persone nel nostro network sono quelle che ti spingeranno a leggere un tipo di post piuttosto che un altro, che ti faranno scoprire eventi importanti che non conoscevi o le ultime novità del settore. E soprattutto per questo, per i benefici ottenibili da un numero alto di utenti, non cadere nel tranello, non pensare che la quantità sia più importante della qualità.

I numeri contano poco rispetto alla qualità. 

Quando ho cominciato a usare LinkedIn la prima cosa che ho pensato è stata di aumentare le connessioni: ho cominciato a mandare le richieste a tutti gli amici, ai colleghi, ai compagni di scuola. Poi sono passata a gente a caso che lavorava nel settore di riferimento dell’azienda per cui lavoravo. Poi ho cominciato ad aggiungere gente random trovata tra i suggerimenti di LinkedIn. 

A quel punto mi sono ritrovata con 200 contatti (lo so, pensavi che sarebbero stati di più) e un newsfeed pieno di cose che non mi interessavano. I miei vecchi compagni di scuola non fanno il mio stesso lavoro, gli amici non hanno le mie stesse passioni, e i colleghi del settore creavano post pubblicitari dei loro servizi. In sostanza non avrei ottenuto nulla da quel network, quindi ho cominciato a pulirlo.

Via chi non è in target, benvenuti professionisti del settore! 

L’ho ripetuto spesso, LinkedIn deve essere la tua landing page. E per esserlo devi avere cura dei tuoi contatti, avere nel network le persone giuste: utenti che possono comprare il tuo prodotto, usufruire dei tuoi servizi, trovare interessanti i tuoi articoli. Non puoi avere un network fatto principalmente da Amministratori Delegati se ti rivolgi a operai, non puoi pensare di vendere il tuo prodotto per il marketing avendo nel network solo addetti alla contabilità, vendere servizi di consulenza Social all’assistente tecnico. 

Devi sapere a chi rivolgerti.

Il concetto di buyer persona di norma viene considerato solo in relazione a prodotti e servizi offerti dalle aziende. Ma pensaci, quando scrivi un post non lo fai pensando a una determinata categoria di persone, non ti stai rivolgendo a un gruppo specifico, non usi i concetti tipici di un settore? Ecco, ogni volta che fai una cosa del genere ti stai rivolgendo alla tua buyer persona.

A questo punto devi fare una scelta: avere un network variegato e spiegare il tuo settore a chi non ne capisce granché oppure avere un network specifico e trattare argomenti particolari, raccogliendo quindi consigli e opinioni. Secondo me dipende da qual è il tuo scopo.

Vuoi istruire o consigliare? 

Un amico una volta mi ha detto che voleva creare un blog sulla tecnologia. Il suo scopo era quello di fare in modo che tutti, dall’universitario al nonno pensionato, potessero capirla e apprezzarla. Cosa ha fatto quindi? Ha creato il suo piano editoriale, si è circondato di potenziali lettori, ha creato i primi contenuti dicendo chiaramente quale scopo voleva raggiungere. E devo dire che ci sta riuscendo davvero. 

Io ho fatto lo stesso. Ho deciso che volevo parlare di LinkedIn. Non solo a chi ne sa già, ma soprattutto a chi ne sa ancora poco. Ho creato il piano editoriale, un content plan per i social, ho analizzato i miei social network per capire se fossero in linea con i miei bisogni e adatti ai miei fini. 

Se avessi voluto parlare di formazione mi sarei circondata di collegamenti del settore HR, se lo scopo fosse stato vendere un software marketing mi sarei circondata di Marketing Manager, se avessi scritto di finanza avrei chiesto il collegamento a consulenti finanziari e bancari. 

  • Individuare lo scopo serve a definire il target.
  • Definire il target è importante per far arrivare il messaggio.
  • Far arrivare il messaggio significa parlare alle persone giuste.
  • Parlare alle persone giuste ti porta a raggiungere lo scopo. 

Ecco quindi che Anita Rossi over 6k mi ha aiutato a esprimere un concetto che già da tempo volevo esprimere: non importa quanti contatti tu abbia, importa che questi siano in linea con il tuo scopo. E i tuoi, lo sono?

Conclusioni

Prenditi del tempo e analizza la tua rete. Non ti dico di aprire uno per uno i profili dei tuoi contatti, so che non lo faresti mai. Guarda il tuo newsfeed e chiediti se quello che trovi rispecchia i tuoi interessi, controlla se le persone a cui hai chiesto il collegamento sono in linea con il tuo obiettivo, assicurati di star pubblicando le cose giuste.

LinkedIn è un social che può aiutarti moltissimo per raggiungere il tuo scopo, ma devi utilizzarlo nel modo giusto.

E ora permettimi di darti qualche consiglio:

  1. stabilisci il tuo obiettivo;
  2. individua il tuo target e accertati che i tuoi collegamenti siano in linea con questo;
  3. definisci le keyword su cui posizionarti;
  4. crea un planning di pubblicazioni (non in date ma in argomenti) e cerca di attenerti il più possibile a questo;
  5. definisci il tuo tone of voice;
  6. cura il tuo profilo in base al tuo target in modo da essere accattivante ai loro occhi;
  7. verifica puntualmente i tuoi risultati;
  8. divertiti!

L’ultimo punto può sembrare banale, ma ti assicuro che non lo è. LinkedIn deve aiutarti nel raggiungere il tuo obiettivo lavorativo, ma non deve diventare una costrizione o un mero dovere. Come ogni social deve poterti ispirare, invogliare, trattenere.

Rendi LinkedIn la tua landing page e raggiungi il tuo obiettivo. E non dimenticarlo mai: LinkedIn non è il tuo CV!

Autore

Anna Giannalia
Digital & Content Strategist

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