Dal concept all’industrializzazione (pt.4)

9 Aprile 2021
Come affrontare la progettazione hardware, dalla A alla Z.

Risorsa realizzata dal team di RED research and design

L’industrializzazione – seconda parte

I tool che non ti aspettavi

L’abbiamo citato nella scorsa parte di questa risorsa: in produzione spesso è necessario arrivare pronti non solo con il progetto del nostro dispositivo, ma anche un serie di “accessori” propedeutici alle azioni manuali/automatizzate che si dovranno svolgere. A volte, questi accessori sono in carico all’azienda produttrice realizzati in maniera autonoma, altre volte è necessaria un confronto diretto con il progettista. Per il mondo dell’elettronica, un tipico esempio è quello del tastatore, letto d’aghi o anche chiamato fixture machine. Si tratta di un sistema, idealmente rappresentato come un “tostapane”, in cui su una piastra è presente un pannello di posaggio della vostra scheda elettronica e dall’altra parte dei perni di contrasto. Quando si chiudono le due facce, con in mezzo la vostra scheda, i perni di contrasto mantengono in posizione la scheda e degli aghi sottostanti vanno a contattare dei punti specifici del vostro circuito, esempio dei test-points. Questi punti saranno tipicamente l’alimentazione, l’accesso alla programmazione e il debug del vostro sistema. Gli aghi sono poi collegati elettronicamente a un sistema da voi progettato, che consentirà la programmazione e il test delle vostre schede.

Immaginate un operatore di linea che per centinaia di volte dovrà chiudere la fixture, premere un “semplicemente” un bottone, consentire alla macchina di programmare più schede contemporaneamente e visualizzare il log dei test. Ecco, la parola “semplicemente” è quella che frega. Tutto ciò che deve essere “semplice” a valle, è solitamente complesso a monte e richiede tempo di sviluppo. La progettazione di una fixture è quasi un prodotto a sé, in cui sono comprese:

  • competenze meccaniche, in parte gestibili con un fornitore esterno di fixture;
  • competenze elettroniche, spesso si usano board commerciali di veloce e facile utilizzo (es. raspberry, pc, ecc)
  • competenze informatiche lato software e firmware. Il sopra citato “bottone”, innesca una serie di task che possono essere ad esempio: contattare un vostro server, scaricare una release FW di test, preparare a monitor un log dei risultati del test, fare un upload del log su un’altra parte del server, interfacciarsi una stampante di etichette che stamperà il seriale della scheda o un codice di errore dei test, flashare il FW definitivo sulla scheda.

Questo è solo un esempio di processo, in base al prodotto, ci sono essere decine di flussi possibili. Ovviamente più passaggi ci sono e più la probabilità di problemi aumenta.

I Lead Time da non sottovalutare

Per realizzare un semplice stampo a doppia guancia senza inserti, per un dispositivo avente una complessità paragonabile al vostro mouse, ecco, considerate almeno 5-7 settimane di lavoro del vostro fornitore. Per realizzare esternamente la meccanica di una fixture, bisogna considerare invece almeno 3-4 settimane.

Per fare una pre-serie elettronica (es. 100 pezzi) dal momento in cui consegnate tutti i file esecutivi, considerate almeno 4-5 settimane. Si potrebbero fare tanti altri esempi, ma considerate che si trattano di tempistiche medie. Ci sono situazione in cui i tempi possono essere ridotti della metà oppure, nel peggiore dei casi, aumentare. I fattori che influenzano queste tempistiche sono veramente molteplici: dalla complessità, il reperimento della materia prima, le quantità, a quanto si è disposti a spendere.

Per non parlare poi se le lavorazioni sopra citate, vengono svolte in Asia. Se la merce è compatta e i costi lo consentono, la spedizione aerea può essere contemplata. Altrimenti, preparatevi ad aggiungere ulteriori settimane di attesa tra spedizioni e dogana. La dogana purtroppo è un tassello a volte imprevedibile sulla vostra supply chain. Si potrebbe dedicare un articolo intero a riguardo, con tanto di citazioni e esempi di vita vissuta. La morale è che non va trascurata ed è buona prassi avere una contingency sulla vostra pianificazione quando ordinate della merce fuori UE.

Anche un’etichetta ha la sua importanza

Si arriva in produzione. Anzi, poco prima di incominciare, decidi di dedicarti all’ultimo tassello finora procrastinato: l’etichetta prodotto. Senza accorgertene, stai aprendo il vaso di Pandora. Una “semplice” etichetta nasconde dietro di sé:

  • tipologia di etichetta (termica, autoadesiva, formato, …) e relativa stampante da utilizzare (costo medio 300-400€)
  • interfaccia software che, ad esempio, sia in grado di ricevere dati da un lettore barcode, interagire eventualmente con il firmware del vostro prodotto, loggare i dati su un server, ecc ecc
  • un hardware in grado di ospitare il software sopra indicato
  • il contenuto da scrivere sull’etichetta (codice prodotto, certificazioni, simbolo raee, ecc)

La lista potrebbe essere molto lunga e le etichette possono essere più di una in diverse fasi del processo di produzione e assemblaggio. Quindi, potete immaginare come il livello di complessità possa aumentare considerevolmente in un batter d’occhio, dovendo poi coinvolgere diverse figure professionali dallo sviluppatore software, al responsabile della logistica, passando per servizi cloud proprietari o in gestione a terzi, ecc. I tempi si allungano e il comparto marketing/commerciale incalza.

Insomma, stiamo parlando di un task complesso, che non va assolutamente sottovalutato.

I resi: la spada di Damocle

Un altro aspetto di cui non ci rendiamo conto della complessità, fintanto che non accade, è la gestione dei resi.

Un cliente che acquista online un prodotto, secondo normativa UE, ha diritto di recesso entro 14 giorni dalla data di consegna. Questo è il minimo, poi ci sono tutte le varianti del caso. Ad ogni modo, questo significa che il vostro prodotto può essere acquistato, utilizzato, re-impacchettato e reso indietro alla fabbrica.

Il prodotto che rientra, deve seguire un percorso specifico che deve essere correttamente delineato. Come accade per l’etichetta, anche in questo caso, si andranno a coinvolgere diversi colleghi, perché bisognerà creare un percorso informatizzato in grado di aggiornare un vostro server/gestionale.

I resi vanno poi testati uno ad uno, soprattutto se la causa del rientro è correlata a un malfunzionamento o difetto di produzione. Quindi la fabbrica deve essere in grado di interfacciarsi con il customer care che avrà a disposizione la tracciabilità delle comunicazioni intercorse con il cliente.

Effettuati poi tutti i test del caso e in base all’esito, si deve procedere con la “re-immissione” del prodotto in linea andando ad aggiornare i dati sul gestionale ed eventualmente considerare l’utilizzo di altre componenti da magazzino in caso di sostituzioni/riparazioni. Quindi, ci dovrà essere un’interazione con il magazzino componenti che dovrà essere costantemente aggiornato.

La logistica e saper tenere il conto

Prima con le etichette e poi con i resi, abbiamo accennato il discorso logistica. Si tratta letteralmente di un mondo parallelo che bisogna conoscere attentamente e su cui ci si appoggia a service esterni di logistica.

Focalizzandoci solo sulle attività interne al progetto, distinguiamo principalmente due tipologie di attività: gestione l’inbound (merce in ingresso) e dell’outbound (merce in uscita).

La prima fa riferimento al cosiddetto “supply chain manager”. Ovvero colui che dal magazzino al comparto di R&D deve tenere le fila dei componenti da acquistare, i lead time, le trattative sui preventivi, le eccedenze, controllo della merce in ingresso, ecc. In base alla complessità del sistema, ci sono possono essere ovviamente più persone che ricoprono le attività della catena di fornitura.

Cosa importante: segnatevi tutte le festività cinesi! Dal capodanno, che per loro dura almeno 2 settimane, alle altre ricorrenze sparse nelle anno. Ogni evento festivo, può causare un blocco nelle consegne di almeno una settimana.

Mentre per la gestione dell’outbound, le interazioni interne principali sono con il comparto marketing, vendite, customer care e responsabile di produzione. Verso l’esterno, invece, è necessario saper gestire più di un corriere, soprattutto se si lavora con l’estero. Bisogna conoscere e saper utilizzare le piattaforme che i spedizionieri mettono a disposizione e trovare il modo di mettere in comunicazione il vostro gestionale con il loro. Anche in questo caso, si apre un altro vaso di Pandora che vedrà coinvolto nuovamente il vostro (sovraccaricato) sviluppatore software o comparto IT (dipende sempre dalle dimensioni del progetto/azienda).

Infine, considerando sempre la situazione della piccola realtà imprenditoriale/startup, bisogna prestarsi ad attività più manuali e che richiedono tempo (anche giorni) per la stampa delle bolle di trasporto, l’impacchettamento con il corretto ordine di disposizione di tutti i fogli, le diverse etichette di spedizione, la suddivisione per corrieri e/o nazione di destinazione, l’organizzazione delle diverse prese dei colli con le relative fasce orarie messe a disposizione dal corriere, ecc. Tutte attività, come sempre, da non sottovalutare e da tenere a mente.

Il marketing e gli ordini inattesi

Se siete in una fase di lancio, può capitare di ricevere richieste dai vostri colleghi commerciali/marketing sulla disponibilità di spedizioni extra a contatti o clienti preferenziali. I motivi possono essere molteplici, dalla fiera all’estero a servizio fotografico per una campagna pubblicitaria, ecc. La flessibilità e la reattività in questo frangente è importante. Per essere tali, bisogna quindi avere un sistema dinamico a sufficienza per registrare questi eventi occasionali e poter aggiornare il conteggio del vostro magazzino.

Consiglio: rendete accessibile e fruibile, ad esempio con una semplice GUI, i numeri che padroneggiate.

Il nostro percorso dal concept all’industrializzazione si conclude qui!
Venite a visitare il nostro sito per continuare a tenervi aggiornati sui nostri progetti: www.researchandesign.it

Autore

Team RED research and design

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