Come trovare un’idea (pt.1)

19 Ottobre 2020
Guida pratica alla fase di ideazione

Contenuto estratto e rielaborato dai corsi della School of Entrepreneurship & Innovation.

La triste verità è che non esiste una ricetta semplice per trovare idee di business. La nota positiva è che esistono diverse metodologie per provare a formularne una: design thinking, lean startup, systemic design, etc. Quella che vi proponiamo in questo articolo è una commistione di diversi metodi nata dall’esperienza dei corsi di imprenditorialità della SEI.

La prima regola aurea da rispettare è “non iniziate mai da un’idea, partite sempre da un problema”. Proviamo a spiegare perchè. Immaginate di aver creato un prodotto e/o un servizio super sofisticato, molto innovativo, sviluppato su tecnologie all’avanguardia e incredibilmente scalabile. Ottimo, sembra la ricetta del successo no? No. Immaginate che questo fantomatico prodotto e/o servizio non risolva alcun problema.  A questo punto forse starete pensando che comunque per le sue caratteristiche sicuramente avrà un mercato. Ed è qui che vi sbagliate. Se non risolve alcun problema, non c’è nessuno che ne sente il bisogno. E, se non c’è nessuno che ne sente il bisogno, significa che nessuno è disposto a pagare per il vostro prodotto/servizio. Alias non esiste un mercato per la vostra idea. 

Quindi se veramente volete trovare un’idea di business che abbia un potenziale di crescita, per prima cosa individuate un problema su cui lavorare. Un problema vero, sentito, un problema per cui la gente sia disposta a pagare.

Avete trovato un problema vero? Okay partiamo!

Il primo passo di questo processo è diventare esperti del problema. Dovete conoscere ogni statistica, ogni articolo, ogni paper sul tema. E’ un percorso molto lungo e complesso perché le informazioni a nostra disposizione sono molte e non sempre ben organizzate. Per orientarvi in questa giungla, ecco alcuni efficaci framework da cui partire:

Landscaping

Questo strumento, che chiameremo Landscaping, ci fornisce una prima fotografia di qual è lo status quo, quali sono le iniziative emergenti e quali saranno i trend che in futuro avranno un impatto significativo sul tema.

Come si vede dal disegno riportato qui sopra, il modello è diviso in tre macro spazi: 

  • nel cerchio al centro, “long term trends”, è necessario inserire, possibilmente su dei post it, i trend, che secondo le vostre ricerche, in futuro impatteranno maggiormente sul problema ex;
  • nel secondo cerchio, “current system” è necessario inserire, possibilmente su dei post it, le soluzioni già affermate sul mercato che già risolvono parzialmente o interamente il problema specifico su cui avete deciso di lavorare;
  • nel rettangolo più esterno, “emerging niche initiatives”, è necessario inserire, possibilmente su dei post it, le soluzioni non ancora affermate sul mercato, come startup early stage o progetti di ricerca, che  risolvono parzialmente o interamente il problema specifico su cui avete deciso di lavorare.

Stakeholder Map

Questo strumento, che chiameremo Stakeholder Map, ci fornisce una sorta di mappa di tutti i sogetti e/o gruppi che possono avere un interesse e/o un’influenza sullo specifico tema che abbiamo deciso di affrontare.

Nel disegno riportato qui sopra, trovate un esempio di realizzazione della mappa.

Per costruirne una è necessario seguire alcuni passi:

  • scrivere chiaramente il problema che si è scelto come punto di partenza cu un post it e posizionarlo al centro della mappa
  • fare una lista di tutti i portatori di interesse e riportare ogni soggetto su un post it
  • posizionare i post it dei vari soggetti sulla mappa, partendo dal centro, per ordine di coinvolgimento

Frame the challenge

Questo strumento, che chiameremo Frame the challenge, è una cartina di tornasole che vi servirà per capire se siete veramente diventati “esperti” del problema.

Come potete vedere dal disegno qui sopra, si tratta di un set di 8 domande sul problema alle quali dovrete rispondere nella maniera più precisa e puntuale possibile. E’ importante cercare di inserire nelle risposte metriche precise con relativi ordini di grandezza. Se ad un certo punto, vi rendete conto di non essere in grado di rispondere ad una domanda, tornate alla fase di ricerca.

User’s Interviews

Dopo aver completato tutti i framework, dovreste avere un’idea più chiara del macro tema che avete scelto e, in particolare, dovreste aver identificato alcuni bisogni a questo legati che potrebbero essere sentiti da una fetta più o meno ampia di persone. E’ arrivato dunque il momento di intervistare queste persone per capire quanti e quali effettivamente sentono questi bisogni e quanto impattano le loro vite. Per farlo, potete utilizzare la modalità che preferite. Noi suggeriamo sempre di fare almeno una parte delle interviste di persona. Se volete comunque provare a farne alcune online, vi suggeriamo di usare Moduli di Google. 

Qualsiasi strumento abbiate deciso di utilizzare, è giunto il momento di formulare le domande da sottoporre ai vostri potenziali utenti. Può sembrare un compito veloce e banale, ma non fatevi ingannare. Formulare le domande in maniera errata può portarvi a conclusioni molto lontane dalla realtà. Per questo vi scriviamo qui a seguire alcune regole auree da rispettare in questa fase:

1 – Fate domande neutrali

NoQuanto è bello Teodoro?

Si – Cosa pensi di Teodoro?

2 – Fate domande concise

NoDato che Teodoro arriva dall’Australia ed è un koala libero, cosa pensi della migrazione dei koala verso un paese del sud del Mediterraneo?

Si – Cosa pensi della migrazione dei koala?

3 – Chiedete una cosa alla volta

NoCosa pensi dei koala, dell’Australia e della libertà?

Si – Cosa pensi dei koala?

4 – Ripetete le stesse domande a tutti

5 – Se il campione è ampio, formulate domande chiuse, utilizzando una scala di voti.

P.S. Se, a questo punto, vi state chiedendo chi sia Teodoro, la risposta è abbastanza semplice: Teodoro è un koala australiano di 81 anni che lavora in SEI come guida spirituale.

Point of view

Dopo aver intervistato un numero significativo di potenziali utenti, dovreste aver confermato o smentito le ipotesi relative a specifici bisogni legati al tema da voi scelto. A questo punto, dovreste essere in grado di formulare un “point of view” sul bisogno che, secondo le vostre analisi, è il più sentito.

Un “Point of View” è la formulazione rilevante e concreta di un problema, che vi consentirà di passare alla fase di ideazione in maniera chiara, perseguendo un obiettivo specifico.

La formulazione deve essere costruita come segue:

"Lo user x ha bisogno di y perché z."

in cui:

x = descrizione del target user di riferimento

y = descrizione del bisogno specifico da lui sentito

z = fatti rilevanti che spiegano il bisogno 

Con questo, siamo arrivati al completamento della prima fase: avete identificato un bisogno, lo avete validato e siete pronti per passare alla fase di ideazione.

Autore

Diyala D'Aveni
Program Manager SEI

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